Valutazione DSA Disturbi Specifici dell’Apprendimento

Introduzione ai DSA Disturbi Specifici dell’Apprendimento

Bambini e bambine con disturbi specifici dell’apprendimento sono spesso ed erroneamente considerati svogliati e giudicati poco interessati alla scuola o con problematiche di tipo relazionale.
Dovrebbe impegnarsi di più, non ha voglia, non è interessato…”.
In realtà i ragazzi e le ragazze con DSA non hanno la possibilità di sforzarsi di più, fare più attenzione, guardare meglio o aumentare la loro motivazione. Hanno bisogno di aiuto per comprendere cosa succede loro e essere aiutati a comprendere come fare ciò che viene loro richiesto in ambiente scolastico.

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento, indicati con l’acronimo DSA, sono disturbi caratterizzati da significative difficoltà nell’acquisizione e nell’uso di abilità scolastiche, come la capacità di lettura, di scrittura e di calcolo ed interferiscono in modo significativo con i risultati scolastici o con le attività della vita quotidiana dei ragazzi. Vengono diagnosticati quando i risultati ottenuti dal soggetto in test standardizzati, somministrati individualmente, su lettura, calcolo, o espressione scritta risultano significativamente al di sotto di quanto previsto in base all’età, all’istruzione, e al livello di intelligenza.

DSA Disturbi Specifici dell’Apprendimento

La diagnosi di DSA può essere fatta verso la conclusione del 2° anno di scuola primaria. Prima di questa età è possibile cogliere alcune fragilità che però non possono essere soggette a diagnosi.

Le difficoltà più comuni che indicano il sospetto di DSA e che necessitano di un approfondimento, si presentano quando il bambino:

  • legge in modo poco fluente;
  • legge commettendo errori;
  • sembra non ricordare o non comprendere quello che legge;
  • scrive con grafia poco comprensibile;
  • scrive con errori di ortografia che riguardano lettere sostituite, omesse o invertite;
  • ha difficoltà a imparare tabelline e ad eseguire, con rapidità e correttezza sufficienti, calcoli mentali e scritti;
  • ha difficoltà ad imparare le informazioni in sequenza (per es. giorni della settimana, mesi);
  • si distrae facilmente;
  • ha difficoltà a mantenere a lungo l’attenzione sul compito scolastico;
  • rifiuta di leggere o scrivere;
  • disturba i compagni durante la lezione.

Il Centro Geode è un centro autorizzato dall’ ASL di Bergamo per la valutazione e la diagnosi dei disturbi specifici dell’ apprendimento.

È fondamentale una corretta valutazione diagnostica per comprendere se si tratta di un disturbo specifico dell’ apprendimento (dislessia, discalculia, disgrafia, disortografia) o se la fatica ad apprendere è dovuta a cause di tipo emotivo-relazionali. Le difficoltà scolastiche e disturbi dell’ apprendimento hanno infatti spesso esiti molto simili: insuccesso scolastico, scarsa motivazione all’apprendimento, difficoltà comportamentali e relazionali con insegnanti e compagni, inibizione delle competenze, fobie scolari o “mal di scuola” (malesseri fisici e rifiuto della frequenza), abbandono e dispersione scolastica.
Solo un’ attenta diagnosi può distinguere le difficoltà dai disturbi veri e propri dell’apprendimento, individuando i percorsi e le strategie migliorative adeguate.

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Protocollo diagnostico DSA Disturbi Specifici dell’Apprendimento

L’ equipe diagnostica multidisciplinare è costituita dal medico neuropsichiatra eventualmente integrata da altri professionisti sanitari.
I bambini e ragazzi si rivolgono al Centro Geode per una valutazione relativa ai Disturbi Specifici dell’ Apprendimento, secondo la modalità qui di seguito elencate:

  1. Primo colloquio di consulenza per la raccolta anamnestica: in presenza del bambino/ragazzo e dei genitori, il neuropsichiatra infantile effettua la visita, valutando l‘obiettività clinica globale (modalità relazionale, aspetti emotivo-comportamentali, eloquio, pensiero) ed effettuando l’esame obiettivo neurologico. A conclusione della visita, il neuropsichiatra infantile stabilisce l’iter di valutazione neuropsicologica longitudinale necessario all’inquadramento diagnostico per DSA.
  2. Somministrazione di test per la valutazione cognitiva ed eventuali altri test neuropsicologici accessori da parte della psicologa o del medico npi.
  3. Somministrazione delle prove specifiche di valutazione delle strumentalità scolastiche per DSA, da parte della psicologa o della logopedista.
  4. Se necessario per età e scolarità, valutazione specifica relativa del linguaggio, effettuata dalla logopedista, durante la quale vengono presi in esame i prerequisiti meta-fonologici e la comprensione morfo-sintattica.
  5. Valutazione in equipe dei risultati emersi e definizione diagnostica.
  6. Incontro di restituzione tra neuropsichiatra infantile e genitori dell’esito dell’iter diagnostico: consegna della relazione clinica conclusiva di eventuale certificazione e se necessario, proposta e spiegazione in termini di modalità e finalità, di un iter riabilitativo.
  7. In accordo con i genitori è possibile promuovere un incontro con il corpo docenti per indicare le peculiarità emerse dalla diagnosi e le eventuali misure dispensative e compensative richieste dalla diagnosi specifica.

Difficoltà o patologie dei DSA Disturbi Specifici dell’Apprendimento

Dislessia

Dislessia

  • Che cos’è la dislessia?
    La dislessia è un disturbo classificato tra i Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA).
  • Come si manifesta?
    La sua principale manifestazione è la difficoltà a leggere velocemente e correttamente ad alta voce.
  • Come nascono le difficoltà?
    Per il bambino dislessico, la lettura non è un meccanismo automatico: è necessario un impiego di risorse e un notevole dispendio di energie. Le difficoltà non derivano quindi da insufficienti capacità intellettive, a mancanza di istruzione, a cause esterne o a deficit sensoriali. Le vere difficoltà nascono quando i bambini dislessici non vengono compresi, perchè spesso passano per pigri o addirittura per “stupidi”. Questo li porta spesso a perdere la propria autostima, a forme di depressione o ansia, a crisi d’identità e a rigettare in toto il mondo della scuola, rinunciando in questo modo a molte possibilità che la loro intelligenza del tutto normale, invece, consentirebbe.
  • Quando si possono fare le diagnosi per la dislessia?
    Durante la scuola dell’infanzia, è possibile effettuare una valutazione dei prerequisiti per l’abilità di lettura, in modo da poter intervenire precocemente e rafforzare delle competenze eventualmente carenti. In prima elementare, se alcuni/e bambini/e manifestano difficoltà nell’imparare a leggere, è opportuno dare un aiuto senza colpevolizzazione. La diagnosi di dislessia viene fatta solo durante la seconda o la terza classe della scuola primaria.

Disortografia

Disortografia

  • Che cos’è la disortografia?
    La disortografia è un disturbo specifico della scrittura: la difficoltà del bambino di scrivere in modo corretto le parole, secondo le regole ortografiche della scrittura.
  • Come si manifesta la disortografia?
    I bambini disortografici fanno molti errori nel passaggio dal linguaggio orale al linguaggio scritto. Si tratta di omissioni di grafemi o parti di parola (es. pote per ponte o camica per camicia), sostituzioni di grafemi (es. vaccia per faccia; parde per parte), inversioni di grafemi (es. il per li; spicologia per psicologia). Le dimensioni delle lettere non sono rispettate, la forma è irregolare, l’impostazione invertita, il gesto è scarsamente fluido, i legami tra le lettere risultano scorretti. Tutto ciò rende spesso la scrittura incomprensibile al bambino stesso, il quale non può quindi neanche individuare e correggere eventuali errori ortografici.

Disgrafia

Disgrafia

  • Che cos’è la disgrafia?
    La disgrafia è un disturbo del ritmo neuromotorio della scrittura (differente dalla calligrafia), non sempre dipendente da altri disturbi specifici dell’apprendimento. Indica la difficoltà dei bambini di scrivere con un movimento fino-motorio fluido e corretto, di orientarsi sul foglio, di rispettare i margini del foglio. I bambini spesso lasciano spazi irregolari fra le lettere o le parole, non scrivono sulla riga, premono troppo o troppo poco sul foglio, scrivono lettere poco comprensibili.

Discalculia

  • Che cos’è la discalculia?
    La discalculia può essere definito come un disturbo delle abilità numeriche e aritmetiche del bambino.
  • Come si manifesta?
    La caratteristica principale è una capacità di calcolo inferiore alla media delle abilità richieste ai coetanei. I bambini discalculici possono inoltre avere difficoltà nel leggere e/o scrivere i numeri, nel memorizzare le tabelline, nel ricordarsi le procedure del calcolo scritto (incolonnamento, riporto, prestito, ecc.). Il disturbo del calcolo può presentarsi associato a dislessia e ad altri disturbi dell’apprendimento, ma non ne è l’effetto.

Disagio ambientale

Ci sono molti bambini che abitano le nostre case che hanno nello “zainetto” della loro vita già molte difficoltà: deprivazione sociale, economica e culturale, processi migratori, sofferenze dovute alla separazione dai loro genitori (adozione, percorsi di affido…) problematiche relazionali in famiglia e/o a scuola. L’ elenco potrebbe essere molto più lungo.

Questi bambini fanno fatica ad approcciarsi in modo costruttivo al mondo della scuola, all’ apprendimento, ai compiti. Sono demotivati, poco organizzati, spesso cognitivamente inibiti, complessi sul versante relazionale. È facile riscontrare difficoltà di apprendimento che, pur in assenza di un disturbo specifico, rendono insufficiente e difficile il percorso scolastico.

Il Centro Geode coinvolge i bambini e le loro famiglie in percorsi concreti di sostegno all’ apprendimento, al miglioramento della propria autostima, ad offrire forme di aiuto e supporto per migliorare l’ autonomia, la motivazione al cambiamento. Siamo consapevoli che le fatiche scolastiche sono solo una piccola parte dei contenuti “dello zainetto” di questi bambini. Altrettanto consapevolmente l’ accogliere le fatiche scolastiche è un modo per vedere questi bambini e contribuire ad aiutarli.

Link di approfondimento sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento

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