Musicoterapia

Introduzione alla Musicoterapia

La Musicoterapia comprende diverse attività ritmico-sonore e di movimento, con obbiettivi di sviluppo e di potenziamento delle proprie abilità in un contesto di ascolto: sdraiato o seduto sopra la cassa di risonanza del pianoforte, il bambino o l’adulto, tramite il proprio corpo, i movimenti e le emozioni, diviene la partitura che il musicoterapeuta, attraverso l’improvvisazione clinica al pianoforte, traduce in suoni.

Il percorso musicoterapeutico favorisce e sviluppa la fiducia in se stessi, promuovendo la relazione con gli altri e rinforzando capacità cognitive, di ascolto e di attenzione.

La Musicoterapia ha come protagonista il bambino o l’adulto, indipendentemente dalla sua patologia. Attraverso l’improvvisazione musicale si crea una relazione di fiducia, il paziente si sente accolto, ascoltato e valorizzato come persona unica e preziosa. Egli gioca, esplora e sperimenta: piccoli e impercettibili movimenti vengono accolti dal terapeuta e trasformati in suoni, facendo così nascere una musica a due voci, che crea vibrazioni che arrivano al vero protagonista del percorso.

La Musicoterapia fornisce un valido sostegno nei casi di:

  • disturbi specifici d’apprendimento;
  • disturbi del linguaggio;
  • iperattività;
  • sindromi varie del bambino;
  • sordità;
  • e in tutti quei casi in cui il bambino ha il “freno a mano un po’ tirato” e serve a dargli fiducia in se stesso affinché possa manifestare al meglio le proprie potenzialità.

Percorsi terapeutici della musicoterapia

Il Centro Geode propone:

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FAQ sulla musicoterapia

  1. Come si svolge una seduta di musicoterapia?
    Le sedute di musicoterapia hanno circa la durata di un’ora. Si svolgono in un ampio studio in cui ci sono diversi strumenti musicali (idiofoni, a percussione, a fiato, a corda), un pianoforte a coda e materiale vario: stoffe, nastri, palle, cartelloni con filastrocche, una lavagna e qualche tipo di materiale psicomotorio. Il bambino é sopra la cassa armonica del pianoforte a coda (chiuso e rinforzato con un coperchio in legno appositamente costruito), tutto il suo corpo é raggiunto dalle vibrazione che lo pervadono dai piedi alla testa. Egli, in questi incontri, é il protagonista attivo del “fare musica”, é lo spartito che il musicoterapeuta legge, trasformando i suoi gesti, i suoi movimenti, le sue emozioni, in musica attraverso regole ben precise dell’armonia. Non esiste una musica preregistrata, non esistono i cd.
    In base ai bisogni che porta il bambino, il musicoterapeuta propone varie attività con gli strumenti musicali o con il materiale che ha a disposizione in un alternarsi di proposte che nascono nel “qui ed ora” e si caratterizzano da momenti di ascolto di se stessi e della musica improvvisata al pianoforte (una musica che ricalca ciò che porta il paziente in quel momento) ad altri in cui si fa musica.
    Ponendosi in ascolto ed entrando in empatia con il bambino, il musicoterapeuta alterna momenti di accompagnamento con altri più di guida e propositivi; si instaura così, nel tempo, una relazione di fiducia tra bambino e musicoterapeuta, in cui il bambino é valorizzato, sostenuto, accompagnato in un percorso di crescita, di scoperta delle proprie risorse.
  2. Chi può assistere alle sedute di musicoterapia?
    Il musicoterapeuta valuta, caso per caso, la possibilità che uno o entrambi i genitori assistano alle sedute di musicoterapia. E’ auspicabile la loro presenza nel caso di bambini nell’età dell’infanzia e da ponderare nelle altre fasce d’età in base ai bisogni del bambino, al tipo di relazione tra il bambino e il genitore.
    La presenza del genitore è una risorsa per il bambino, per il musicoterapeuta ed é un’opportunità preziosa per il genitore stesso. Egli conosce la storia di suo figlio, può cogliere il senso di alcuni atteggiamenti, alcune espressioni che narrano di un vissuto sconosciuto al musicoterapeuta, può assistere ai progressi del proprio figlio, scoprire nuovi modi di relazionarsi con lui.
    Il musicoterapeuta attinge al bagaglio di esperienze, di narrazioni, di conoscenze che il genitore porta in una seduta, può accogliere i suoi dubbi non per dare risposte ma per aprire domande, riflessioni che segnano l’inizio di un cammino di condivisione con l’altro.
    Il bambino é il protagonista di questo percorso. La musica, la presenza del genitore, la mediazione del musicoterapeuta lo sostengono nell’acquisire, rinforzare nuove competenze, scoprire risorse nascoste, conquistare un miglior stato di benessere con se stesso e gli altri.
  3. Qual é la frequenza degli incontri?
    Le sedute di musicoterapia hanno una frequenza settimanale e durano un’ora.
  4. I pazienti devono avere competenze musicali?
    Non occorrono competenze musicali: la musica é già presente in ogni uomo. Nel movimento (dal battito cardiaco, al camminare, saltellare, saltare…), nella voce…il bambino é il protagonista del suo “fare musica”.

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