Glossario

DSA (Disturbi specifici dell’apprendimento)

I Disturbi Specifici dell’Apprendimento, denominati con l’acronimo DSA, sono disturbi che riguardano significative difficoltà nelle abilità di acquisizione di competenze scolastiche nei ragazzi e nei bambini come ad esempio la capacità di lettura, di scrittura e di calcolo, lasciando intatto il funzionamento intellettivo generale.

Difficoltà o patologie dei DSA Disturbi Specifici dell’Apprendimento:
– Dislessia
– Disortografia
– Disgrafia
– Disturbi specifici del calcolo: Discalculia
– Disagio ambientale

E’ fondamentale una corretta valutazione diagnostica per poter distinguere un disturbo specifico dell’apprendimento da difficoltà scolastiche dovute a cause di tipo emotivo-relazionali, confluendo entrambi in esiti molti simili: insuccesso scolastico, difficoltà relazionali-comportamentali e scarsa motivazione nell’apprendimento.
La diagnosi DSA può essere fatta a partire dalla conclusione del 2° anno di scuola primaria attraverso la somministrazione di test standardizzati, individualmente, su lettura, calcolo o espressione scritta.
E’ già possibile individuare fattori di rischio e indicatori di ritardo di apprendimento nella attività specifiche del bambino ancor prima di questa età ma queste non possono essere ancora soggette a diagnosi.

Metodo Feuerstein (Terapia di potenziamento cognitivo)

Il metodo Feuerstein si pone come obiettivo il potenziamento delle abilità cognitive dell’individuo – di qualunque individuo – in base alla convinzione che esiste sempre uno scarto tra le potenzialità individuali e l’effettiva realizzazione di tali potenzialità.

Il metodo prende il nome da Reuvein Feuerstein, psicopedagogista Israeliano nato in Romania nel 1921. Feuerstein teorizza il concetto di modificabilità cognitiva strutturale: non vi è alcun limite predefinito alle possibilità di sviluppo delle potenzialità cognitive.

L’intelligenza è la propensione dell’organismo a modificarsi nella sua struttura cognitiva, in risposta al bisogno di adattarsi a nuovi stimoli, di origine interna o esterna che siano” (Feuerstein 1998)

Secondo il Metodo Feuerstein ogni individuo è modificabile e l’intelligenza non è considerata come un elemento biologico meramente statico, dato una volta per tutte alla nascita. L’educazione cognitiva è, dunque, intesa qui come sinonimo di  «insegnare a imparare» e quindi anche di «imparare a imparare». Le strategie di pensiero, considerate dal teorico necessarie per associare, integrare, organizzare le informazioni provenienti dall’ambiente, possono essere insegnate e acquisite, in altre parole: l’intelligenza si può insegnare.

La teoria della modificabilità cognitiva può essere applicata a tutti e a qualsiasi età (a partire dai 5 anni) per accrescere la propria intelligenza e apportare miglioramenti nel proprio funzionamento cognitivo. Questo è reso possibile attraverso il programma d’arricchimento strumentale  P.A.S., un lavoro sistematico suddiviso in diverse schede organizzate in ordine di difficoltà che va a sviluppare, migliorare i sempre crescenti livelli di funzionamento cognitivo dell’individuo. Il lavoro è proposto sia in maniera individuale che in gruppo.

EMDR (Eyes Movement Desensitization and Reprocessing)

L’EMDR rappresenta una nuova forma di psicoterapia ed è stata rivolta inizialmente al trattamento del Disturbo Post Traumatico da Stress, ma attualmente è un metodo ampiamente utilizzato per il trattamento di varie patologie e disturbi psicologici.
Le ricerche condotte su vittime di violenze sessuali, di incidenti, di catastrofi naturali, ecc. indicano che il metodo EMDR permette una desensibilizzazione rapida nei confronti dei ricordi traumatici e una ristrutturazione cognitiva che porta a una riduzione significativa dei sintomi del paziente (stress emotivo, pensieri invadenti, ansia, flashbacks, incubi).
L’EMDR è usato fondamentalmente per accedere, neutralizzare e portare a una risoluzione adattiva i ricordi di esperienze traumatiche che stanno alla base di disturbi psicologici attuali del paziente. Queste esperienze traumatiche possono consistere in:
– piccoli/grandi traumi subiti nell’età dello sviluppo;
– eventi stressanti nell’ambito delle esperienze comuni (lutto, malattia cronica, perdite finanziarie, conflitti coniugali, cambiamenti);
– eventi stressanti al di fuori dell’esperienza umana consueta quali disastri naturali (terremoti, inondazioni) o disastri provocati dall’uomo (incidenti gravi, torture, violenza);
– fobie e disturbi d’ansia;
– disturbi alimentari;
– crisi adottive;
– bullismo;
– disturbi post traumatici da stress;
– violenza domestica.

Psicodiagnosi

Si occupa della “valutazione” psicologica e psicopatologica del ragazzo attraverso l’utilizzo di strumenti per la valutazione della personalità, degli aspetti emotivi e cognitivi. Lo scopo è di descrivere e comprendere le caratteristiche più profonde della personalità di un individuo per averne una conoscenza più precisa e per giungere ad una formulazione di ipotesi diagnostiche che permettono di definire gli obiettivi della terapia.

Psicoterapia famigliare

Ognuno di noi si nutre di relazioni significative che si vivono quotidianamente. In particolare le relazioni famigliari sono quelle che maggiormente influenzano il nostro benessere. È difficile infatti pensare a noi stessi senza fare riferimento alla qualità delle esperienze che viviamo e abbiamo vissuto con la nostra famiglia: un intreccio di rapporti, di alleanze, di conflitti, di opportunità…
Quando un membro della famiglia soffre, quando un ragazzino ha difficoltà scolastiche o comportamentali, quando un membro della coppia ha difficoltà personali, lavorative…, tutta la famiglia ne risente. A volte basta la buona volontà, l’ affetto reciproco per superare queste difficoltà.
Altre volte è invece necessario l’ aiuto di un esperto esterno che possa aiutare a comprendere le dinamiche presenti, facilitando la maggiore consapevolezza di alcuni meccanismi psicologici che inconsapevolmente influenzano le nostre azioni e il nostro sentire individuale e famigliare.
La maggiore comprensione delle dinamiche del sistema famigliare, grazie al legame di fiducia con il terapeuta, può modificare le regole del gioco relazionale di una famiglia, facilitando processi di crescita e cambiamento.
La terapia famigliare prevede la presenza di tutti i membri della famiglia, a volte della coppia e a volte il singolo individuo.

Psicoterapia individuale

Rappresenta uno spazio privilegiato di lavoro su se stessi, con attenzione al riconoscimento dei meccanismi psicologici che, agendo in maniera inconsapevole, condizionano concretamente le scelte, azioni, desideri e sentimenti di ogni persona. Ciò che permette la trasformazione della sofferenza (ansia, depressione, fobie…) è la qualità della relazione terapeutica. La creazione di un rapporto di fiducia e di un ascolto empatico ed attivo, permette l’avvio di un processo di conoscenza e consapevolezza individuale che consente di vedere il disagio psicologico in una nuova prospettiva e di promuovere un processo di liberazione e crescita personale, di cambiamento.